Nuovi criteri di 'conoscenza' del Diritto Canonico



«Soprattutto dopo il Concilio di Trento la scienza del diritto canonico ha continuamente dimostrato un limitato desiderio di conoscere [Cfr. FRANSEN G., L'application des décrets du Concile de Trente. Les débuts d'un nominalisme canonique, in: L'année Canonique, 27 (1983), p. 5)]. Tale approccio non può certo andare avanti nel mondo contemporaneo, ove alberga tanta sete di conoscenza. Oggi non é più sufficiente imporre una legge perché venga accettata: é necessario inoltre conquistare la mente e il cuore della gente. Per prestare una leale obbedienza, le persone devono conoscere e comprendere il perché della legge. Un'autorità esercitata su persone intelligenti deve onorare la loro intelligenza.

Questo nuovo contesto può essere interpretato come uno stimolo a produrre commentari di tipo nuovo. Quale aspetto potrebbero avere questi nuovi commentari? Essi manifesterebbero un illimitato desiderio di conoscere ed istillerebbero nel lettore il desiderio di comprendere la legge.

Mi sia consentito di accennare come si potrebbe ottenere un simile risultato.

L'orizzonte del testo. Tutto illavoro deve naturalmente prendere le mosse -come richiede il Codice (Cfr. can. 17)- dalla consueta indagine sul significato della legge all'interno del proprio testo e contesto. Le risposte forniranno un commentario di primo livello. Questo é ciò che si limita a fare la maggior parte degli autori, anche dopo il Concilio Vaticano II. Giunti a questo punto, rimangono però da affrontare molti altri interrogativi. E' davvero sbagliato lasciare in sospeso la mente.

L'orizzonte dei valori. La questione successiva deve essere costituita da una serie di interrogativi attorno ai valori che le leggi intendono promuovere e sostenere. Le risposte forniranno un commentario di secondo livello, un'introduzione all'intelligenza delle leggi. Lasciate che lo spirito risplenda attraverso le norme!

L'orizzonte della vita. Dopo la promulgazione, le leggi sono destinate ad entrare nel crogiolo della vita. E' lì che le norme astratte, universali e impersonali incontrano le situazioni concrete, particolari e personali. In questo processo, sorgono inevitabilmente degli interrogativi sulla bontà esistenziale delle leggi: sono saggiamente commisurate alle caratteristiche della comunità? sono prudentemente adattate alle circostanze? sono portatrici di armonia e promotrici di unità? Tutti questi interrogativi rivestono un'importanza vitale per il progresso della comunità. Le relative risposte potrebbero costituire, opportunamente organizzate, un commentario di terzo livello.

L'orizzonte del futuro. Un'ulteriore serie di interrogativi attende, però, la mente indagatrice: si tratta delle questioni che riguardano il futuro. Esse forniscono un'opportunità di creatività. Esistono bisogni che richiedono una nuova legge? vi sono pesi da alleggerire? certe strutture vanno forse riformate? Le risposte a queste domande devono essere date in uno spirito si servizio nei confronti del legislatore e del popolo in generale: un commentario di quarto livello. In questo commentario il canonista potrebbe applicare la sua sapienza sia alla legge che alla vita: l'anima della sua vocazione potrebbe essere proprio qui.

I nuovi commentari nati da un illimitato desiderio di conoscere potrebbero avere queste caratteristiche. Naturalmente, essi esprimerebbero anche un illimitato desiderio di amare, poiché il loro intento non potrebbe essere che quello di servire il popolo di Dio. Ecco dove sta il dinamismo che può infondere vita nel diritto canonico»

ÖRSY L., La filosofia classica e la vita legale nella Chiesa, in: Concilium, XXXIII (1996), p. 805-807.